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2月13日 Le porto via un altro minutoNon amo essere esplicita, pare di averlo già scritto. Non ho mai amato esserlo. Talvolta mi permetto il piacere di contraddirmi, un pò per il piacere in sè, un pò per le paradossali circostanze.
Da bambina avevo una paletta gialla.
Sono davvero rammaricata del fatto che molti non-concittadini non abbiano una chiara idea di quanto leggono, nè tanto meno di quanto hanno letto due post fa.
Non si può davvero immaginare quante meraviglie architettoniche abbia costruito la mia paletta gialla.
Bisognerebbe cercare sempre di evitare di risolvere i problemi con troppo romanticismo; sembra essere un terribile vizio che nessuno è intenzionato a perdere.
Non si può davvero immaginare quanti fossi abbia scavato la mia paletta gialla.
Sono cose che possono capitare, non c'è davvero di che stupirsi. La mia paletta gialla ha trovato le cose più bizzarre sotto la sabbia.
Io so, tu sai, egli sa, noi sappiamo, voi sapete, essi sanno. Avevo A in italiano alle elementari.
Trovo tanto inappropriato quanto eccessivamente romantico l'appellativo "egoisti", che molti non hanno tardato a proporre; pertanto, permettetemi (anche) il piacere di contraddirvi: è necessario mettere in evidenza quanto la mia categoria sia ingiustificatamente chiamata in causa. Non è da nascondere, infatti, che mi sono interessata alla questione soltanto quando mi è venuta (quasi letteralmente) a bussare alla porta, dando, così, grande prova della mia appartenenza a suddetta categoria. Questo dimostrerebbe, inoltre, che il numero n di egoisti in un generico sistema S è sempre inversamente proporzionale al numero m di problemi irrisolti nel sistema dato; con questo, naturalmente, intendo che se ci fosse un numero maggiore di egoisti, il mondo sarebbe migliore.
L'ottusità non ha niente a che vedere con l'egoismo. 2月10日 Trovo l'informatica a tratti romanticaC'è una nota di tristezza nei miei ultimi commenti...dovrebbe significare che le cose vanno particolarmente bene. Siamo anche pronti per voltare pagina e postare un nuovo intervento che si interessi di argomenti di una certa rilevanza, come è ormai consuetudine.
Vorrei che si scrivesse della mia pen drive che è stata, proprio quest'oggi, ritrovata in lavatrice. Scritto così potrebbe anche non destare alcuna preoccupazione, ma se si aggiunge che conteneva le uniche copie dei miei eccellenti, nonchè precisissimi, nonchè ricercatissimi elaborati, l'evento comincia ad assumere le sfumature di un vero e proprio dramma domestico. Appena appresa la notizia il panico mi ha pervaso, seguito da sconforto, rabbia, bestemmie e, sì lo ammetto, pianto isterico. E' così che ci si ritrova in bagno ad asciugare pen drive con il phon, tormentandosi con domande del tipo "L'ammorbidente avrà danneggiato la scheda?". Al momento della verità, dopo aver inserito la pen drive nella porta USB, si guarda lo schermo con una perversa ansia da pubblico di strip-tease, in attesa del fatidico "tu-du". Ebbene sì. Tutti i dati al loro posto e la mia carriera universitaria non ancora distrutta. Spero solo di non ferire la sensibilità del professore quando mi presenterò nel suo studio con la pen drive che profuma di Dixan. |
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